Nella mia seconda vita

Perché ogni anno torno qui a camminare per giorni sullo stesso lungomare, mille volte al giorno?

A bere Alcamo e Inzolia sulla spiaggia, ad ascoltare il rumore del mare che la sabbia assorbe, a calpestare le strisce di sole sulla strada fredda e dorata di Mondello, ad inoltrarmi su scogli sperduti, a ballare sulla riva e a fotografare con gli occhi in sequenze di centinaia di fotogrammi le barche dei pescatori a strisce blu, bianche, verdi e rosse, perché?

Qui, su uno scampolo di isola, sono abbastanza lontana dalla mia vita da poterne ancora scegliere un’altra.

In questa mia seconda vita, in questo posto, riesco ancora a sentire il cuore.

Ecco perché.

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Le feste finiscono

Agghindatelo pure, ma non abbracciate l’albero di Natale.
Non appoggiatevi su tronchi senza radici sperando che crescano.
Arriva il momento che le feste finiscono.

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L’inizio è la parte più importante del lavoro

Il 2017 mi ha fatto calare la vista, ma ora ci “sento” molto meglio,
alcune volte mi ha fatto scendere la catena, ma ho riacceso il motore comprando un vespino.
Poi mi ha messo anche i bastoni fra le ruote, ma non ho masticato le sue carote.
E comunque non si prepara mai nulla abbastanza resistente al cambiamento…

Se non potrò dire arrivederci al vecchio anno, gli farò un bell’inchino con i miei migliori omaggi.
E infiniti AUGURI, affinché la nuova passeggiata sull’8 sia straordinaria per tutti noi.

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Pro no me

Qualcuno e qualche, nessuno e alcuno
finte parole senza destino.

Codesto e stesso, questo e quello
punte di torri senza castello.

Quando e chi, che cosa e come
e quelle risposte ad alto volume.

Me, tu, lei, noi e voi
e i mille voli degli avvoltoi.

Loro e suo, nostro e vostro
e quante maniere fallite d’incastro.

Con questo tuoloro mio chissàchecosa, nessuno ha potuto.
Ora gli stessi tuoi-nostri-come,
sono dispersi in questo “opportuno” finire.

In quel tuosuo, sicuro piùmio, PRO no ME.

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Avete notato?

Il denaro, dio di tutte le religioni.
L’amore per la noia, per il sangue, per la scommessa.
Le maschere, l’omertà, le identità interscambiabili.
L’insostenibile pesantezza dell’essere.
Parole elettroniche e sesso in chat.
Filtri per il sole, per il mare, per il dolore.
Applicazioni che connettono il tempo con la fine.
E… avete notato quanto abbiamo accorciato il per sempre?

Non si fermi

Con il mare parlo poco,
parlo poco anche d’amore.
Parlo poco quando dentro ho il maestrale,
che biancheggia e feroce urla al male.

E mi sdraio su dei cocci di conchiglia
Occhi chiusi con il sole fra le ciglia
Aquiloni, qualche pesce, tanto mare,
il silenzio ed il vento che non cambia,
ma ribolle in un piatto d’utopistiche minestre.

Resto qui ancora un po’, a sedere sulla lama di una linea immaginaria.
Ho imparato a pensare che ogni fine sia soltanto una finestra.

Anche il sole al tramonto ha da fare,
giusto il tempo di uno scatto, fai buon viaggio, ti saluto. Ecco basta.

Questa vita di fuggiaschi e disillusi ormai stanchi,
C’è una stella, la seconda lì a destra,
non si fermi, vada avanti.