Compio gli anni

Resto qui perché è giusto
Compio gli anni e non esisto.
Luci spente e la fiamma dei ricordi che sfavilla
Tazza calda e camomilla.

La giustizia che non serve a sopportare.
Resto qui, chiudo tutto. E le chiavi che ho perduto per uscire.

Deformato, incompiuto, sconveniente,
quell’amore che ha negato la sua voglia apertamente
Resto qui, candelina mia ardente.

Scusa tanto, forse troppo, poco, niente,
non lo so quante colpe ha l’azione della mente.
Questo “giusto” che è perfetto senza niente.

Resto qui, occhi cechi in un fiume incandescente.
Tanti auguri… marzapane senza denti.

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A tutti

A tutti quelli che non incontro, ai timidi, agli esibizionisti, ai depressi e ai profeti, ai patetici e agli esteti, agli introversi e agli indiscreti.
Ai temerari e ai bipolari, ai noiosi e ai paurosi.
AUGURI a chi non ho notizie, ai solitari, ai felici e ai distrutti.
Auguri a tutti.

Nella mia penna un filo lieve ancora accenna,
che il mio restare vi raggiunga.

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Nella mia seconda vita

Perché ogni anno torno qui a camminare per giorni sullo stesso lungomare, mille volte al giorno?

A bere Alcamo e Inzolia sulla spiaggia, ad ascoltare il rumore del mare che la sabbia assorbe, a calpestare le strisce di sole sulla strada fredda e dorata di Mondello, ad inoltrarmi su scogli sperduti, a ballare sulla riva e a fotografare con gli occhi in sequenze di centinaia di fotogrammi le barche dei pescatori a strisce blu, bianche, verdi e rosse, perché?

Qui, su uno scampolo di isola, sono abbastanza lontana dalla mia vita da poterne ancora scegliere un’altra.

In questa mia seconda vita, in questo posto, riesco ancora a sentire il cuore.

Ecco perché.

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Pro no me

Qualcuno e qualche, nessuno e alcuno
finte parole senza destino.

Codesto e stesso, questo e quello
punte di torri senza castello.

Quando e chi, che cosa e come
e quelle risposte ad alto volume.

Me, tu, lei, noi e voi
e i mille voli degli avvoltoi.

Loro e suo, nostro e vostro
e quante maniere fallite d’incastro.

Con questo tuoloro mio chissàchecosa, nessuno ha potuto.
Ora gli stessi tuoi-nostri-come,
sono dispersi in questo “opportuno” finire.

In quel tuosuo, sicuro piùmio, PRO no ME.

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Non si fermi

Con il mare parlo poco,
parlo poco anche d’amore.
Parlo poco quando dentro ho il maestrale,
che biancheggia e feroce urla al male.

E mi sdraio su dei cocci di conchiglia
Occhi chiusi con il sole fra le ciglia
Aquiloni, qualche pesce, tanto mare,
il silenzio ed il vento che non cambia,
ma ribolle in un piatto d’utopistiche minestre.

Resto qui ancora un po’, a sedere sulla lama di una linea immaginaria.
Ho imparato a pensare che ogni fine sia soltanto una finestra.

Anche il sole al tramonto ha da fare,
giusto il tempo di uno scatto, fai buon viaggio, ti saluto. Ecco basta.

Questa vita di fuggiaschi e disillusi ormai stanchi,
C’è una stella, la seconda lì a destra,
non si fermi, vada avanti.