Compio gli anni

Resto qui perché è giusto
Compio gli anni e non esisto.
Luci spente e la fiamma dei ricordi che sfavilla
Tazza calda e camomilla.

La giustizia che non serve a sopportare.
Resto qui, chiudo tutto con le chiavi che ho perduto per uscire.

Deformato, incompiuto, sconveniente,
quell’amore che ha negato la sua voglia apertamente
Resto qui, candelina mia ardente.

Scusa tanto e forse è troppo,
non lo so quante colpe ha l’azione della mente.
Questo “giusto” che è perfetto senza niente.

Resto qui, occhi cechi in un fiume incandescente.
Tanti auguri… marzapane senza denti.

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Mezzo secolo

Da piccoli, quando litigavano, lui le diceva di uscire dalla sua camera.
Alle due pesti gli era consentito marcare il loro territorio a patto che le porte restassero sempre aperte. Allora lei con grande dignità tornava nella sua cameretta, si sedeva sul dondolo e piena di fierezza canticchiava beata.
Ma non era semplice rinunciare al fratellino e alla sua cameretta. In quella si svolgevano tutte le loro giornate, c’erano i loro giochi, il tempo, un mondo.
Così dopo poco si alzava, si metteva sulla soglia della porta del fratellino e diceva. “Non entro, ma… l’aria è di tutti”. Poi prendeva fiato e soffiava il suo respiro dentro la camera.

Ecco, più o meno così. Me ne sto sulla tua soglia, si. Dite tutti quel che volete, io resto qui.
Parole nell’etere o aria di tutti, la stessa cosa. Non preoccuparti non entro nel tuo mondo, soffio aria di tutti e ho ancora un altro mezzo secolo per aspettare.
Buon compleanno a te che oggi finisci solo il primo.

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