Il mio biglietto

Le gambe tentano di smontare le braccia per rapirmi,
le braccia cercano di separarsi dalle gambe per agganciarmi al cielo.
In tutto questo vano tormento, in centro, sulla vita, io mi strappo.

Devi scegliere tra gambe o braccia, se ami scegli!
Non ami se non scegli!
Non hai nulla, hai troppo, non hai abbastanza!

B a s t a.

Accade di sentire ad un certo punto soltanto un brusio di sottofondo,
un rumore bianco sordo che accompagna nella stiva di se stessi.

Qui sotto, fra righe disperate e parole non dette,
non posso scegliere il divieto d’amare.
Vorrei il mio biglietto, non voglio fare questo viaggio da clandestina.

clandesina

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