Hanno messo sole

Allora domani io preparo i panini e tu porti la birra, hanno messo sole.
Era una giornata tra lunedì e venerdì, tipo marzo, le previsioni dicevano sole, e sai che c’è? Mi prendo un giorno di permesso e andiamo. Fanculo. Prendo io le paglie, ok? Ovvio.
Svincolo per Ravenna, giro, ma dopo 2 km l’impensabile: a terra il ghiaccio, sul tergicristallo fiocchi di neve grandi come stracci, il termometro sul display in caduta libera e nel cielo una fabbrica di cemento.
Tornammo indietro facendo inversione al casello, mangiammo i panini in macchina, il fumo delle paglie fuori dal finestrino, le labbra strette e il mare oltre e dentro il grigio.

Tre anni dopo nel sogno c’era il sole, camminavamo forando il vento con la voce, ridevamo e mi prendevi sotto braccio.
I panini li mangiavamo con la schiena posata su un muretto, il sole in faccia e il vento dietro le spalle. Niente birra, avevi portato il vino e anche il cavatappi, mi fregavi sempre per accontentarmi.
Guarda come batte il mare su quello scoglio, sembra un criceto in gabbia.
A volte capita anche al mare, mi hai risposto.
Al ritorno l’asfalto era color arancio crepuscolo, ti sei girata verso di me e ti sei tuffata in un sorriso.
Ma non abbiamo fatto a tempo a tornare, mi sono svegliata. Sentivo freddo, ho stretto le braccia attorno alle costole e ancora sotto il piumone, mi sono girata verso la finestra.

Guarda come batte la pioggia contro il vetro.

426044_4767548059283_1344109622_n

Annunci