Poi quell’orchestra

Stesso pudore degli anni perduti
Toni pacati, parole, minuti.
Orchestra da camera con due soli fiati.
Svanisce l’angoscia dagli occhi smarriti

Dal tuo mappamondo si sente anche il mare
la Luna, due sigari, le nostre parole.
Un paradiso che è stato fatale.

Alberi alti che sfiorano il cielo
Tempesta di frutti caduti lontano.
Un vento continuo ci sposta fra i rami.

Poi quell’orchestra con due soli fiati, la voce di sempre
beviamo un bicchiere, sfortune e risate.
Il vento si placa, rumore di onde nel cuore, filtra la pace.
Fammi restare.

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2 thoughts on “Poi quell’orchestra

  1. marinaraccanelli ha detto:

    hai un’inconfondibile voce di sfumature, atmosfere, suggestioni….

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