Shangai

Monitor vuoto, posacenere nero, vino.
Folate di fumo, pezzi di vita, divano.
Chiudo la tenda, guardo i grissini.
Qualcuno mi disse: “il gioco si vince se riesci a spostarli senza che crolli nessuno”.

Ma questa partita la vince
chi alza la tavola e sposta il destino.

Tv in sottofondo, coperta di pile, cuscino.
Gli occhi bagnati si chiudono piano.
Parole che crollano senza spostare nessuno.

  

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12 thoughts on “Shangai

  1. silviadeangelis40d ha detto:

    Un poetare intenso e significativo, molto gradito e piaciuto
    Un saluto,silvia

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  2. Franz ha detto:

    Poesia referenziale, oggetti semantici e forti, gioco tra parole e piccole catastrofi…buona, davvero buona… mi piace questo tuo gioco raffinato col quotidiano…

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  3. Stefano ha detto:

    Ci vorrebbe un Sim Sala Bim e grissini si spostano senza cadere e spariscono anche i bicchieri! 🙂

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  4. poetella ha detto:

    quanto mi piaci!

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  5. LuxOr ha detto:

    Splendido shangai di vita quotidiana, di vita. Sono rimasto colpito dalla bellezza del ritmo legato a rime distanti/prossime e “imperfette” (grissini-destino-cuscino-nessuno; divano-vino) che infondono un ritmo naturale perfetto al fine di portare in primo piano gli oggetti per sottolineare la durezza del mondo e le fatiche che esso comporta.

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